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Częstochowa

Częstochowa, Veduta del Santuario di Jasna Góra dalla parte del Bastione di San Rocco Veduta del Santuario di Jasna Góra dalla parte del Bastione di San Rocco
Tra le mie proposte di visita, veste un posto particolare il Santuario di Częstochowa, a circa 120 km da Cracovia: è uno dei più importanti centri di culto cattolico della Polonia ed uno dei più conosciuti santuari mariani in Europa. Ogni anno vi giungono oltre quattro milioni di pellegrini. E' ubicato a Jasna Góra (lat. Mons Clara, ita. Monte Chiaro) e al suo interno è conservata la famosa icona della Madonna Nera col bambino. Si presenta come una costruzione imponente in stile gotico, attorno alla quale, nel corso del tempo, sono state edificate mura di protezione.
Al santuario sono legate tante vicende importanti per la storia polacca, quella passata e quella recente, fino agli anni bui del comunismo. Ha rappresentato una fortezza, difesa nei secoli dal nemico oppressore. Per questo il popolo polacco si sente molto vicino a quel posto. Ogni anno vengono organizzati tanti pellegrinaggi a Jasna Gora, tra cui i più famosi durante il mese di agosto a piedi, quando arrivano da tutto il Paese folle di fedeli, dopo marce di più giorni. I tratti di pellegrinaggio più lunghi contano oltre 600 chilometri e sono necessari fino a 20 giorni di cammino per coprirli.
Częstochowa, la famosa Madonna Nera del Santuario di Jasna Góra
L'icona della Madonna Nera del Santuario di Jasna Góra
"C'è una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare, una terra e un dolce volto con due segni di violenza sguardo intenso e premuroso, che ti chiede di affidare, la tua vita e il tuo mondo in mano a lei. Madonna, Madonna nera è dolce esser tuo figlio. Oh lascia Madonna nera ch'io viva vicino a te."

L'icona della Madonna Nera col bambino, di tradizione medioevale bizantina, è il Tesoro più prezioso di Jasna Góra. La leggenda vuole che sia stata dipinta da San Luca che, essendo contemporaneo alla Madonna, ne avrebbe dipinto il vero volto. Fu portata dalla Russia nel 1382 dal principe Ladislao di Opole che fece costruire il monastero sulla cima della collina sovrastante la città e vi chiamò i Monaci Paolini per curare il santuario. Nel 1430, durante le guerre degli Ussiti, l'icona fu profanata a colpi d'ascia che hanno lasciato degli sfregi indelebili sul volto. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfiture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili. Dopo la profanazione e il restauro, la fama del santuario crebbe enormemente e aumentarono i pellegrinaggi a tal punto che la chiesa originaria si rivelò insufficiente a contenere il numero dei fedeli. Per questo motivo, già nella seconda metà del secolo XV, accanto alla Cappella della Madonna, fu dato avvio alla costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema del Papa e, a cominciare dal secolo scorso, numerose chiese a lei dedicate furono erette in tutto il mondo: ora se ne contano circa 350, di cui 300 soltanto in Polonia. La fama sempre crescente dell'immagine miracolosa della Madre di Dio fece sì che l'antico monastero diventasse nel corso degli anni mèta costante di devoti pellegrinaggi. Il culto della Madonna Nera di Częstochowa si è esteso così fino al continente americano, in Australia, in Africa e anche in Asia.

La Częstochowa contemporanea è un grande centro con un'ampia e ben sviluppata infrastruttura sociale ed economica. È anche una città accademica: sono in funzione qui nove istituti di studi superiori a livello universitario con oltre 40 mila studenti. È una città dove la cultura, che qui attinge da una grande tradizione e da una storia degna di essere ricordata, occupa una posizione di primo piano con un calendario ricco di avvenimenti. Częstochowa è anche una città aperta al mondo. È la prima città in Polonia alla quale è stato conferito il premio Gran Prix del Consiglio d'Europa, il che ne sottolinea così il grande prestigio. Il tempo trascorso a Częstochowa verrà ricordato con piacere. Qui si può scoprire l'atmosfera unica del Viale della Santissima Maria Vergine, il fascino delle vie intorno al monastero, dei monumenti storici, dei musei, delle gallerie.

Częstochowa, Il Museo dei 600 anni Il Museo dei 600 anni
Częstochowa, La Biblioteca di Jasna Góra La Biblioteca di Jasna Góra
Częstochowa, Il Tesoro Il Tesoro

Durante l'occupazione hitleriana raggiungere Częstochowa era un'impresa difficile. Tutti i pellegrinaggi, infatti, erano stati vietati. Il Governatore Generale Hans Frank giunse per la prima volta a Jasna Góra il 2 febbraio 1940. Un mese dopo disse:
"La Chiesa mantiene un estremo riserbo. Ma si tratta soltanto di un metodo ripetutamente adottato dalla gerarchia polacca. È sempre stata l'ultima arma del nazionalismo polacco, in mancanza di altri organi in grado di agire. La Chiesa, per le menti polacche, è un punto di unione centrale, che esercita continuamente la propria influenza nel silenzio, assumendo la funzione di una sorta di luce perpetua.. Nella storia, quando tutte le luci della Polonia si spegnevano, restava sempre il chiarore della Santa di Częstochowa. È un aspetto che non si può dimenticare.. Anche per questo, la Chiesa polacca non deve essere attiva. Il cattolicesimo, in questo paese, non rappresenta una confessione, bensì una necessità vitale".
Queste parole vanno completate con il discorso proferito il 17 febbraio 1944:
"Sapete quanto è difficile la nostra lotta con la Chiesa. Essa riempie progressivamente la sue case di Dio; come una vipera, nasconde con furbizia e saggezza la propria inimicizia. Tuttavia, per motivi legati alla politica ed alla nostra direzione interna, siamo obbligati a non mostrare e a non lasciar trasparire all'esterno il nostro pensiero in materia".
I nazisti erano sempre pronti ad inviare i sacerdoti nei campi di concentramento, presso i quali, in molti casi, ricevevano un trattamento peggiore rispetto agli altri detenuti. I dati raccolti al termine della guerra indicano che, tra tutti i gruppi dell'intelligenzia polacca, quello dei religiosi aveva registrato la maggior percentuale di morti. Nel suo "Diario", durante la reclusione in vista del processo di Norimberga, Hans Frank scrisse:
"Per tutto il male che ho potuto compiere nei confronti dei polacchi, degli ebrei e degli ucraini, chino il capo e prego la Santa Madre di Częstochowa, la cui santità ho provveduto a tutelare, umilmente, nel corso di questi anni terribili, affinché interceda presso il Padre Eterno nei Cieli"...

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